Seconda edizione corso Forward
Si terrà domani a Bologna alle ore 11 presso il Palazzo della Formazione (via Bigari 3) la presentazione della seconda edizione del corso organizzato da Forward.
Il corso si propone di trasmettere il corretto inquadramento delle logiche e delle pratiche della responsabilità sociale d’impresa (CSR) e di fornire le competenze metodologiche per i suoi più importanti strumenti operativi. I docenti sono professionisti del settore con grande esperienza nell’applicazione della CSR.
Add comment Ottobre 16, 2009
CSR integrata e WEB 2.0
In un post recente ho segnalato un interessante documento sulla csr 2.0. Ora, su beeware ( spazio di condivisione e riflessione sulle buone prassi relative all’innovazione nel campo della csr) il file è disponibile anche in italiano.
Il documento, pubblicato da Mikkel H. Sørensen & Nicolai Peitersen, presenta la csr 2.0 come l’incontro tra 2 concetti: la csr, intesa in senso integrato e pragmatico, e il web 2.0 (assieme alle nuove tendenze del marketing figlie del Cluetrain Manifesto ).
A mio avviso il paper ha, nelle argomentazioni presentate e nel tono della trattazione, aspetti positivi e altri discutibili.
Sicuramente è un dato positivo il fatto che la csr viene finalmente riconosciuta come tendenza acquisita e non solo come insieme di buoni propositi: una linea di azione che le imprese al giorno d’oggi sono chiamate a mettere in campo non solo per essere “etiche”, ma anche e soprattutto per essere competitive. Altro aspetto condivisibile è il rulo che viene disegnato per i dipendenti: “nuovi strumenti web rendono più facile e più economico coinvolgere tutti i dipendenti nello sviluppo dei valori, nella condivisione di punti di vista, [...] . Le parole chiave per il coinvolgimento all’interno della csr 2.0 sono co-creazione e co proprietà.
Ciò che non convince e, a mio avviso, “suona male”, è il tono e l’approccio utilizzato per esporre alcune argomentazioni. Ho rilevato una prospettiva troppo orientata all’impresa e al marketing.
Cito ad esempio: ” abbiate a cuopre il fatto che i vostri stakeholder si preoccupino di voi e dategli la possibilità di esprimersi ogni volta che hanno un contributo da dare. sarete sorpresi di vedere quanto volentieri vi aiuteranno”
Oppure, come a p. 5, si usi un tono quasi entusiasta nel rilevare la perdita di centralità dell’azione delle ONG, in una società dove ormai è solo il consumatore colui che conta e può far sentire la propria voce. Solo, senza intermediari.
Più avanti, a pagina 6, “standard soffocanti spunti politicamente, codici di condotta e statuti sono fuori dai ritmi di oggi”, e poi “Con la possibilità per chiunque di comunicare con tutti e di organizzarsi in poco più di un istante, una volta determinate le questioni etiche e generali, le ong e le autorità saranno sostituite da una pluralità di singoli temi”
Ecco…non vorrei che la fine dell’ideologia della csr (fatto che reputo positivo) si trasformi in un eccesso di pragmatismo, in un agire frammentario in cui l’unica dimensione a contare è quella del rapporto consumatore-impresa, slegata da qualsiasi prospettiva di ampio respiro, standard e possibilità di valutazione.
Add comment Ottobre 1, 2009
Presentazione Bilancio di Missione Fomal

Torno a scrivere dopo svariati mesi per segnalare la presentazione del Bilancio di Missione di Fomal, Fondazione Opera Madonna del Lavoro. Fomal è un ente che lavora ormai da molti anni nel territorio bolognese ed è attivo sia nel campo della formazione che nei servizi alla persona. Come nel caso della cooperativa Fanin, si tratta di un lavoro che ho curato personalmente come collaboratore del consorzio Cides.
Allego l’invito alla presentazione, che si terrà venerdì 2 ottobre, e riporto di seguito alcuni stralci dall’introduzione metodologica
Con il Bilancio di Missione 2008 avviamo un percorso di rendicontazione che ci proponiamo di rafforzare e
migliorare di anno in anno. Questa prima edizione ha dei caratteri sperimentali dato il forte impegno che è stato
riservato alla fase di progettazione.
Per la redazione del documento ci siamo avvalsi della collaborazione di un ente specializzato, il CIDES di
Bologna. La struttura del bilancio si ispira ai principali standard diffusi tra le imprese e le fondazioni, in primo luogo
il modello GBS (Gruppo di studio sul Bilancio di Missione), ed è stata adattata alle peculiarità proprie di FOMAL.
Il processo di rendicontazione si è sviluppato in 5 fasi fondamentali
1. creazione gruppo tecnico composto da personale esterno e consulenti
2. progettazione
3. raccolta dati
4. redazione
5. valutazione
L’approccio di fondo che abbiamo seguito nel corso del processo è stato caratterizzato:
• Dall’integrazione degli strumenti di rendicontazione nei normali processi di gestione e di controllo
aziendale. Questa scelta è dettata dalla nostra volontà di considerare la responsabilità sociale un elemento
fondante dei processi aziendali, e il Bilancio di Missione non solo come un mezzo di comunicazione, ma
anche uno strumento gestionale interno.
• Dal coinvolgimento di alcuni portatori di interesse. Attuato a più livelli: mediante la pubblicazione di
testimonianze signifi cative da parte di personalità istituzionali e la partecipazione del personale nella
fase di progettazione e raccolta dati. Il personale, inoltre, è stato coinvolto in un processo di rilevazione
della soddisfazione rispetto all’ambiente di lavoro: i risultati dell’indagine sono proposti nella relazione
sociale.
Con il presente documento ci proponiamo di raggiungere i seguenti obiettivi:
• Fornire informazioni utili sulla qualità aziendale, per permettere a tutti gli stakeholder di valutare in
maniera completa l’operato dell’Ente.
• Verifi care la coerenza tra mission aziendale e attività svolta.
• Mostrare come la Fondazione ha prodotto e distribuito valore economico.
• Creare un documento periodico di valutazione etico-sociale che contribuisca a monitorare e migliorare le
performance del’Ente.
Add comment Settembre 23, 2009
Presentazione del Bilancio di Missione della Cooperativa Fanin
Il 23 maggio, a S. Giovanni in Persiceto (Bo) verrà presentato il Bilancio di Missione della Cooperativa Sociale Fanin. Ho lavorato direttamente, come collaboratore del Consorzio CIDES, alla stesura del documento.
Allego il documento di presentazione dell’evento e propongo di seguito l’introduzione metodologica tratta dal Bilancio
Il processo di rendicontazione sociale avviato con la pubblicazione del Bilancio di Missione della nostra Cooperativa ha due finalità di fondo: la valutazione del nostro operato e la comunicazione delle nostre attività secondo criteri di completezza e trasparenza informativa.
La struttura del documento fa riferimento agli standard studiati dal GBS (Gruppo di Studio sul Bilancio Sociale) che individua i seguenti obiettivi degli strumenti di rendicontazione sociale:
- Fornire a tutti gli stakeholders un quadro complessivo delle performance dell’impresa, aprendo un processo di comunicazione sociale che li coinvolga direttamente.
- Fornire informazioni utili sulla qualità delle attività svolte, in modo da offrire agli stakeholders il maggior numero di conoscenze – anche sotto il profilo etico/sociale -, e che aumenti pertanto le possibilità di valutazione e di scelta.
Il processo di rendicontazione è stato gestito da un gruppo di lavoro misto, interno ed esterno, coordinato dal presidente della Cooperativa, nell’ambito di un processo di raccolta dati che ha coinvolto il personale interno.
Per garantire maggiore veridicità e trasparenza alle informazioni presentate, nel corso dell’anno sono stati avviati dei percorsi di coinvolgimento di testimoni significativi interni (i soci lavoratori) ed esterni (responsabili di servizi pubblici), mediante questionari strutturati e semi strutturati.
Coscienti dei tratti sperimentali del progetto, prenderemo spunto dalle opinioni dei lettori per organizzare opportune correzioni e innovazioni da implementare nella prossima esperienza di rendicontazione. Strumento di raccolta del feedback è il questionario di gradimento posto al termine del documento.
Guida alla lettura
Il documento, oltre alla parte introduttiva, è strutturato nelle tre sezioni classiche del Bilancio Sociale: vale a dire IDENTITA’, RISULTATI ECONOMICI, RELAZIONE SOCIALE.
Nell’ IDENTITÀ presentiamo la Cooperativa secondo molteplici punti di vista: comunicheremo i nostri valori, la missione, le attività e le caratteristiche fondamentali dell’organizzazione.
Nella sezione dei RISULTATI ECONOMICI illustreremo il quadro delle performance economiche realizzate.
Nell’ultima parte, la RELAZIONE SOCIALE, andremo ad analizzare i risultati sociali conseguiti.
Quest’ultima sezione, la più corposa e importante del documento, è strutturata secondo le linee guida del GBS, in quanto prende in rassegna i risultati della Cooperativa facendo riferimento all’impatto nei confronti degli stakeholders più importanti: gli utenti dei servizi.
L’esplicitazione dei risultati è preceduta dalla mappa dei portatori di interesse, nella quale si illustrano le relazioni di rete, e seguita dagli obiettivi futuri, con esplicitazione delle strategie operative che la Cooperativa Fanin intende attuare nei prossimi anni.
Add comment Maggio 5, 2009
CSR 2.0
Segnalo due interventi interessanti che riguardano direttamente o indirettamente una delle tematiche più innovative della responsabilità sociale d’impresa: il rapporto tra web 2.0 e responsabilità sociale.
1 working paper su CSR 2.0
2 articolo tratto dal blog http://www.socialenterprise.it che fa riderimento ad un’esperienza molto interessante portata avanti da Lago
Nel secondo articolo, sebbene non esistano riferimenti diretti al tema della CSR, l’analisi dei benefici aziendali legati all’implementazione di nuove piattaforme intranet nell’impresa in termini di partecipazione del personale, può aprire il campo ad interessanti spunti di riflessione
1 comment Aprile 18, 2009
Corso sulla responsabilità sociale
Forward organizza un corso sulla CSR a Bologna, dal 7 marzo al 16 maggio 2009.
Il corso si propone di trasmettere ai partecipanti il corretto inquadramento delle logiche della CSR e successivamente di fornire una introduzione metodologica ai suoi più importanti strumenti operativi, che saranno ulteriormente chiariti con esempi applicativi e con case histories.
Add comment Febbraio 28, 2009
Convegno di Impronta Etica: i circoli virtuosi della responsabilità sociale
Ho assistito ieri al convegno organizzato da Impronta Etica a Bologna dal titolo “La responsabilità sociale: un’opportunità per superare la crisi pensando al futuro”. Il convegno, pensato con una sessione plenaria, la mattina, e dei seminari tematici nel pomeriggio, ha riscosso un notevole successo di pubblico ed è stata anche l’occasione, per i soci di Impronta Etica, di presentare alcune iniziative di responsabilità, tra cui i bilanci sociali.
L’associazione (senza scopo di lucro) si è costituita nel 2001 con la finalità di favorire lo sviluppo sostenibile, creando un network tra imprese e organizzazione che intendono l’impegno sociale come parte essenziale della propria missione e si attivano in pratiche di responsabilità sociale. Riunisce 24 aziende di piccole e grandi dimensioni.
Il convegno di ieri aveva, tra l’altro, la finalità di sottoporre al pubblico una sorta di programma di azione in tema di responsabilità sociale, una proposta che ha alla base un’idea di rsi incentrata sullo sviluppo territoriale e quindi non legata solo ai confini dell’azienda. In questo caso riscontro delle positive similitudini con la missio e vision di un’altra associazione, Figli del Mondo, di cui ho già avuto modo di parlare.
La tavola rotonda della mattinata, coordinata da Luca de Biase (giornalista, blogger) è stata animata dagli interventi di Giuliano Polletti (segretario confederale CGIL), Alberto Vacchi (presidente amministratore delegato IMA), Ernesto Olivero, Sermeg – Servizio missionario giovani.
In un prossimo post mi soffermerò sull’intervento che a mio avviso ha toccato maggiormente le tematiche fondamentali del convegno: responsabilità sociale e crisi attuale. Mi riferisco alle parole del prof. Luigi sacco, Ordinario di Economia della Cultura, Università IUAV di Venezia.
Add comment Febbraio 7, 2009
E dopo l’ottimismo…un pò di realismo
Pubblico dopo l’ultimo post sui risultati del questionario sottoposto agli operatori CSR un editoriale tratto da QuotidianoCasa.
L’articolo, scritto da Peppino Zappulla, è un commento molto pesante sul clima di irresponsabilità che si respira oggi in Italia
“Siamo poveri, così poveri che certe cose non ce le possiamo permettere, anche se sono indispensabili al nostro futuro. Per altre invece non badiamo a spese, specie se si tratta di perpetuare inutili privilegi e prebende e sine cura per coloro che pensano di fare il bello e il cattivo tempo, anche quando si confrontano con il clima, ahinoi!”
Il resto lo trovate qui
Add comment Dicembre 17, 2008
Indagine sugli operatori CSR: crisi e opportunità?
Un mese fa ho fatto parte del campione di una ricerca condotta tra gli operatori CSR organizzata dalla Fondazione Sodalitas. Pubblico nella sezione RISORSE i risultati della rilevazione.
Obiettivo dell’indagine era monitorare la percezione sull’impatto che la crisi economica produrrà sulle attività di CSR delle imprese.
Nel breve documento che condivido c’è il report dei risultati e alcune conclusioni finali.
Da parte mia rilevo un certo ottimismo degli operatori…sarebbe bello sapere cosa ne pensano le imprese.
Add comment Dicembre 13, 2008
Bilancio sociale delle ASP, il caso della ASP Giovanni XXIII
Con la legge regionale 2 del 2003 in Emilia Romagna si è dato avvio al percorso di ridefinizione del sistema di welfare. La legge ha le seguenti finalità generali: promozione della cittadinanza sociale; definizione e sviluppo del sistema integrato di interventi e servizi.
Elemento importante della legge è la trasformazione delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza (IPAB) in Azienda Pubbliche di Servizi alla Persona (ASP). Una sintesi del processo di trasformazione potete trovarla qui.
Questo processo di trasformazione sta avendo degli impatti significativi negli stili organizzativi e nelle modalità operative delle ex IPAB. Le ASP sono inserite in un sistema i cui attori fondamentali sono Regione, Comuni, Conferenze territoriali e Province. In tale contesto il Bilancio sociale sta cominciando ad assumere un ruolo di vitale importanza. I cambiamenti sono significativi, spesso incomprensibili dai cittadini, e un documento che sia non solo di rendicontazione, ma anche di divulgazione, può essere necessario per fare chiarezza.
Ad oggi, in Emilia Romagna, gli esempi più importanti li troviamo in due ASP, la Giorgio Gasparini di Vignola, e la Giovanni XXIII di Bologna. Rimando, per la ASP Gasparini, al dettagliato commento del bilancio sociale pubblicato in questo blog. Di seguito provo a sintetizzare alcuni aspetti del documento della ASP Giovanni XXIII.
La particolarità che si riscontrerà nei bilanci sociali delle ASP è il riferimento alle direttive istituzionali. Per questi enti lo spazio lasciato alla “creatività” nei processi di rendicontazione è minimo. Ed è anche giusto. Se le imprese si differenziano per innumerevoli motivi, gli enti pubblici rispondono a logiche di governance più strutturate e quindi rendiconteranno le loro azioni in maniera maggiormente standardizzata. I riferimenti governativi si rintracciano nella Direttiva del 17 febbraio 2006, del Dipartimento della funzione pubblica, e nel manuale “Rendere conto ai cittadini“.
Aspetti salienti del documento
- Approfondimento gli aspetti relativi alla governance. E’ il primo anno di bilancio sociale coma ASP, per questo l’ente ha voluto descrivere il sistema integrato in cui è inserito
- Integrazione con gli strumenti organizzativi interni. Mi riferisco in primo luogo ai Piani programmatici, alle linee strategiche per il triennio, ai documenti di budget.
- Riferimento alla contabilità analitica. Ciò consente all’ente di rilevare i dati economici di dettaglio per tipologia di attività e per singolo centro di riporto
1 comment Novembre 30, 2008




