Presentazione del Bilancio di Missione della Cooperativa Fanin

fanin2

Il 23 maggio, a S. Giovanni in Persiceto (Bo) verrà presentato il Bilancio di Missione della Cooperativa Sociale Fanin. Ho lavorato direttamente, come collaboratore del Consorzio CIDES,  alla stesura del documento.

Allego il documento di presentazione dell’evento e propongo di seguito l’introduzione metodologica tratta dal Bilancio

Il processo di rendicontazione sociale avviato con la pubblicazione del Bilancio di Missione della nostra Cooperativa ha due finalità di fondo: la valutazione del nostro operato e la comunicazione delle nostre attività secondo criteri di completezza e trasparenza informativa.

La struttura del documento fa riferimento agli standard studiati dal GBS (Gruppo di Studio sul Bilancio Sociale) che individua i seguenti obiettivi degli strumenti di rendicontazione sociale:

  1. Fornire a tutti gli stakeholders un quadro complessivo delle performance dell’impresa, aprendo un processo di comunicazione sociale che li coinvolga direttamente.
  2. Fornire informazioni utili sulla qualità delle attività svolte, in modo da offrire agli stakeholders il maggior numero di conoscenze – anche sotto il profilo etico/sociale -, e che aumenti pertanto le possibilità di valutazione e di scelta.

Il processo di rendicontazione è stato gestito da un gruppo di lavoro misto, interno ed esterno, coordinato dal presidente della Cooperativa, nell’ambito di un processo di raccolta dati che ha coinvolto il personale interno.

Per garantire maggiore veridicità e trasparenza alle informazioni presentate, nel corso dell’anno sono stati avviati dei percorsi di coinvolgimento di testimoni significativi interni (i soci lavoratori) ed esterni (responsabili di servizi pubblici), mediante questionari strutturati e semi strutturati.

Coscienti dei tratti sperimentali del progetto, prenderemo spunto dalle opinioni dei lettori per organizzare opportune correzioni e innovazioni da implementare nella prossima esperienza di rendicontazione. Strumento di raccolta  del feedback è il questionario di gradimento posto al termine del documento.

Guida alla lettura

Il documento, oltre alla parte introduttiva, è strutturato nelle tre sezioni classiche del Bilancio Sociale: vale a dire IDENTITA’, RISULTATI ECONOMICI, RELAZIONE SOCIALE.

Nell’ IDENTITÀ presentiamo la Cooperativa secondo molteplici punti di vista: comunicheremo i nostri valori, la missione, le attività e le caratteristiche fondamentali dell’organizzazione.

Nella sezione dei RISULTATI ECONOMICI illustreremo il quadro delle performance economiche realizzate.

Nell’ultima parte, la RELAZIONE SOCIALE, andremo ad analizzare i risultati sociali conseguiti.

Quest’ultima sezione, la più corposa e importante del documento, è strutturata secondo le linee guida del GBS, in quanto prende in rassegna i risultati della Cooperativa facendo riferimento all’impatto nei confronti degli stakeholders più importanti: gli utenti dei servizi.

L’esplicitazione dei risultati è preceduta dalla mappa dei portatori di interesse, nella quale si illustrano le relazioni di rete, e seguita dagli obiettivi futuri, con esplicitazione delle strategie operative che la Cooperativa Fanin intende attuare nei prossimi anni.

Add comment Maggio 5, 2009

CSR 2.0

Segnalo due interventi interessanti che riguardano direttamente o indirettamente  una delle tematiche più innovative della responsabilità sociale d’impresa: il rapporto tra web 2.0 e responsabilità sociale.

1    working paper su CSR 2.0

2  articolo tratto dal blog   http://www.socialenterprise.it che fa riderimento ad un’esperienza molto interessante portata avanti da Lago

Nel secondo articolo, sebbene non esistano riferimenti diretti al tema della CSR, l’analisi dei benefici aziendali legati all’implementazione di nuove piattaforme intranet nell’impresa in termini di partecipazione del personale, può aprire il campo ad interessanti spunti di riflessione

1 comment Aprile 18, 2009

Corso sulla responsabilità sociale

forward

Forward organizza un corso sulla CSR a Bologna, dal 7 marzo al 16 maggio 2009.

Il corso si propone di trasmettere ai partecipanti il corretto inquadramento delle logiche della CSR e successivamente di fornire una introduzione metodologica ai suoi più importanti strumenti operativi, che saranno ulteriormente chiariti con esempi applicativi e con case histories.

Add comment Febbraio 28, 2009

Convegno di Impronta Etica: i circoli virtuosi della responsabilità sociale

impronta_etica_logo

Ho assistito ieri al convegno organizzato da Impronta Etica a Bologna dal titolo “La responsabilità sociale: un’opportunità per superare la crisi pensando al futuro”. Il convegno, pensato con una sessione plenaria, la mattina, e dei seminari tematici nel pomeriggio, ha riscosso un notevole successo di pubblico ed è stata anche l’occasione, per i soci di Impronta Etica, di presentare alcune iniziative di responsabilità, tra cui i bilanci sociali.

L’associazione (senza scopo di lucro) si è costituita nel 2001 con la finalità di favorire lo sviluppo sostenibile, creando un network tra imprese e organizzazione che intendono l’impegno sociale come parte essenziale della propria missione e si attivano in pratiche di responsabilità sociale. Riunisce 24 aziende di piccole e grandi dimensioni.

Il convegno di ieri aveva, tra l’altro, la finalità di sottoporre al pubblico una sorta di programma di azione in tema di responsabilità sociale, una proposta che ha alla base un’idea di rsi incentrata sullo sviluppo territoriale e quindi non legata solo ai confini dell’azienda. In questo caso riscontro delle positive similitudini con la missio e vision di un’altra associazione, Figli del Mondo, di cui ho già avuto modo di parlare.

La tavola rotonda della mattinata, coordinata da Luca de Biase (giornalista, blogger) è stata animata dagli interventi di Giuliano Polletti (segretario confederale CGIL), Alberto Vacchi (presidente amministratore delegato IMA), Ernesto Olivero, Sermeg – Servizio missionario giovani.

In un prossimo post mi soffermerò sull’intervento che a mio avviso ha toccato maggiormente le tematiche fondamentali del convegno: responsabilità sociale e crisi attuale. Mi riferisco alle parole del prof. Luigi sacco, Ordinario di Economia della Cultura, Università IUAV di Venezia.

Add comment Febbraio 7, 2009

E dopo l’ottimismo…un pò di realismo

Pubblico dopo l’ultimo post sui risultati del questionario sottoposto agli operatori CSR un editoriale tratto da QuotidianoCasa.

L’articolo, scritto da Peppino Zappulla, è un commento molto pesante sul clima di irresponsabilità che si respira oggi in Italia

“Siamo poveri, così poveri che certe cose non ce le possiamo permettere, anche se sono indispensabili al nostro futuro. Per altre invece non badiamo a spese, specie se si tratta di perpetuare inutili privilegi e prebende e sine cura per coloro che pensano di fare il bello e il cattivo tempo, anche quando si confrontano con il clima, ahinoi!”

Il resto lo trovate qui

Add comment Dicembre 17, 2008

Indagine sugli operatori CSR: crisi e opportunità?

sodalitaslogo

Un mese fa ho fatto parte del campione di una ricerca condotta tra gli operatori CSR organizzata  dalla Fondazione Sodalitas.  Pubblico nella sezione RISORSE i risultati della rilevazione.

Obiettivo dell’indagine era monitorare la percezione sull’impatto che la crisi economica produrrà sulle attività di CSR delle imprese.

Nel breve documento che condivido c’è il report dei risultati e alcune conclusioni finali.

Da parte mia rilevo un certo ottimismo degli operatori…sarebbe bello sapere cosa ne pensano le imprese.

Add comment Dicembre 13, 2008

Bilancio sociale delle ASP, il caso della ASP Giovanni XXIII

giovanni-23

Con la legge regionale 2 del 2003 in Emilia Romagna si è dato avvio al percorso di ridefinizione del sistema di welfare. La legge ha le seguenti finalità generali: promozione della cittadinanza sociale; definizione e sviluppo del sistema integrato di interventi e servizi.

Elemento importante della legge è la trasformazione delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza (IPAB) in Azienda Pubbliche di Servizi alla Persona (ASP). Una sintesi del processo di trasformazione potete trovarla qui.

Questo processo di trasformazione sta avendo degli impatti significativi negli stili organizzativi e nelle modalità operative delle ex IPAB. Le ASP sono inserite in un sistema i cui attori fondamentali sono Regione, Comuni, Conferenze territoriali e Province. In tale contesto il Bilancio sociale sta cominciando ad assumere un ruolo di vitale importanza. I cambiamenti sono significativi, spesso incomprensibili dai cittadini, e un documento che sia non solo di rendicontazione, ma anche di divulgazione, può essere necessario per fare chiarezza.

Ad oggi, in Emilia Romagna, gli esempi più importanti li troviamo in due ASP, la Giorgio Gasparini di Vignola, e la Giovanni XXIII di Bologna. Rimando, per la ASP Gasparini, al dettagliato commento del bilancio sociale pubblicato in questo blog. Di seguito provo a sintetizzare alcuni aspetti del documento della ASP Giovanni XXIII.

La particolarità che si riscontrerà nei bilanci sociali delle ASP è il riferimento alle direttive istituzionali. Per questi enti lo spazio lasciato alla “creatività” nei processi di rendicontazione è minimo. Ed è anche giusto. Se le imprese si differenziano per innumerevoli motivi, gli enti pubblici rispondono a logiche di governance più strutturate e quindi rendiconteranno le loro azioni in maniera maggiormente standardizzata. I riferimenti governativi si rintracciano nella Direttiva del 17 febbraio 2006, del Dipartimento della funzione pubblica, e nel manuale “Rendere conto ai cittadini“.

Aspetti salienti del documento

  • Approfondimento gli aspetti relativi alla governance. E’ il primo anno di bilancio sociale coma ASP, per questo l’ente ha voluto descrivere il sistema integrato in cui è inserito
  • Integrazione con gli strumenti organizzativi interni. Mi riferisco in primo luogo ai Piani programmatici, alle linee strategiche per il triennio, ai documenti di budget.
  • Riferimento alla contabilità analitica. Ciò consente all’ente di rilevare i dati economici di dettaglio per tipologia di attività e per singolo centro di riporto

1 comment Novembre 30, 2008

Il Rapporto di Missione dell’associazione Figli del Mondo (seconda parte)

Prima di passare in rassegna in maniera sintetica alcune caratteristiche del Bilancio faccio dei brevi cenni sulla metodologia utilizzata.

Figli del Mondo redige da svariati anni il Bilancio di Missione apportando di volta in volta modifiche e migliorie. In particolare, dalla prima pubblicazione, il documento ha assunto sempre più le sembianze classiche di Bilancio di Missione: passando da una rendicontazione maggiormente quantitativa, con esposizione dettagliata entrate/uscite, a rendicontazione quali/quantitativa, con una maggiore attenzione ad indicatori di outcome. L’ultimo documento, come si può leggere nella parte introduttivo, è stato realizzato senza seguire un modello precostituito, ponendo in primo luogo l’obiettivo sulle caratteristiche intrinseche dell’ente.

Il documento è strutturato in 3 sezioni fondamentali che affrontano in maniera diffusa tutte le tematiche chiave della vita dell’associazione: identità, risultati sociali, dimensione economica.

Come elemento in grado di qualificare per facilità di lettura, coerenza ed efficacia comunicativa il bilancio di missione segnalo le tabelle di pagina 14 e seguenti (il documento lo trovate qui).

La tabella prende in esame:

- elementi della mission

- portatori di interesse

- obiettivi

- realizzazione degli obiettivi

E’ molto indicativa in quanto, a partire da questo schema tutto il documento si sviluppa di conseguenza, con l’analisi approfondita delle metodologie di attuazione e delle performance. Si tratta di una delle strade percorribili da chi voglia rendicontare socialmente le proprie attività. Il percorso è il seguente: definizione della mission, scomposizione della mission, identificazione di obiettivi concreti dalla mission, selezione di portatori di interessi privilegiati, costruzione di indicatori ad hoc.

Add comment Novembre 19, 2008

Il Rapporto di missione dell’associazione Figli del Mondo (prima parte)

figli-del-mondo

Figli del mondo è un’associazione di promozione sociale nata nel 2002 ed operante nella provincia di Rimini. Rappresenta una realtà a mio avviso fortemente innovativa, sia dal punto di vista delle origini, della missione e del modo in cui opera.

Cercherò di riassumere di seguito alcune informaizoni sull’associazione mediante l’analisi del Rapporto di Missione

Figli del mondo nasce da un’iniziativa di imprenditori e dirigenti d’azienda operanti nel territorio di Rimini portatori di interessi comuni rivolti allo sviluppo di iniziative di impatto sociale rispetto alla comunità.

La mission è enunciata così: promozione della responsabilità Sociale di Impresa (RSI) a livello territoriale mediante azioni culturali (convegni, seminari), la diffusione di informazioni e primo supporto, la messa a sistema delle iniziative meritevoli, l’attivazione di relazioni sistemiche tra profit e non profit.

Nel panorama italiano iniziative del genere stanno nascendo solo ultimamente ed hanno il merito di garantire visibilità e sistematicità ad azioni che, se lasciate isolate ed estemporanee, rischierebbero di cadere nel vuoto. L’innovazione proposta da Figli del mondo assume un valore consistente se solo si pensa ad alcune questioni aperte che interessano le imprese:

- a volte le imprese compiono azioni responsabili “inconsapevolmente”, ad esempio mediante la beneficenza, o collaborando con associazioni di volontariato, senza tuttavia valorizzare  le loro azioni

- ci sono casi in cui le imprese compiono atti responsabili ma non li comunicano

- situazioni in cui più imprese agiscono responsabilmente ma in maniera isolata, al di fuori di un contesto di sistematicità

- resistenze ad effettuare donazioni dovute alla mancanza di trasparenza, reciprocità

Questa associazione risponde in maniera efficace a tali domande stabilendo importanti relazioni con il territorio (università, organizzazioni di rappresentanza, enti pubblici, imprese) facendo della RSI più che un’azione virtuosa, un sistema che si autorafforza mediante lo scambio di pratiche e di competenze.

Operando mediante un fondo solidarietà, quindi direttamente, o promuovendo azioni dirette da parte delle imprese partner, Figli del mondo appoggia progetti nel territorio e all’estero

Add comment Novembre 9, 2008

Premio RSI Provincia di Modena

Promosso dalla Provincia di Modena, il Premio RSI è ormai giunto alla 3° edizione. Partners dell’iniziativa sono l’Università di Modena e Reggio Emilia, ProMo, Associazioni Imprenditoriali e Sindacali.

Sono davvero molte le manifestazioni, i premi, i convegni, che in Italia ruotano attorno al tema della RSI. A volte si tratta di attività di facciata, dalle tematiche vaghe, poco aderenti alla realtà delle imprese. Fa eccezione questo premio. Per un motivo di fondo: il tema della RSI viene affrontato a 360°. Sono presenti infatti ben 9 categorie di premi corrispondenti, grosso modo, alle aree all’interno delle quali si può sviluppare un approccio responsabile all’impresa.

1) Qualità del lavoro e relazioni con i dipendenti

2) Rapporti e progetti con la comunità

3) Gestione dell’ambiente

4) Filiera fornitori

5) Governance d’Impresa

6)Marketing sociale

7) Rendicontazione

8 Pari opportunità

9) Innovazione di prodotto o servizi di rilevanza sociale

Le premiazioni a fine anno..spero di andarci!

Add comment Ottobre 26, 2008

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PERCHE’ QUESTO BLOG?

Ho creato questo Blog per comunicare tematiche che riguardano la responsabilità sociale e il bilancio sociale. Sono convinto che la CSR sia una filosofia d'azione potenzialmente in grado di migliorare i rapporti tra organizzazioni e territorio verso uno sviluppo sostenibile e l'attenuazione degli squilibri economici. Sono anche consapevole che la CSR debba essere considerata un mezzo perfettibile, in continua evoluzione. Mi auguro che il web e la comunicazione con gruppi e persone faciliti lo scambio di esperienze e la diffusione di metotodologie d'azione responsabili.

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