Archive for Settembre 2008

Tavola Rotonda CSEAR puntata 2


Uno degli interventi più interessanti della tavola rotonda è stato quello dell’ordine dei commercialisti di Rimini.

L’attenzione del relatore è andata al valenza della CSR intesa come sistema organizzativo in grado di creare valore per l’azienda: un vero e proprio modello per incrementare l’efficienza senza intaccare i profitti.

In particolare il bilancio sociale viene considerato uno strumento di controllo, in grado di aumentare la consapevolezza del management rispetto alle voci di costo e ai rendimenti degli investimenti (anche rispetto ai ritorni in termini di immagine).

Volgendo un occhio dalla teoria alla pratica, si è visto come molti bilanci sociali rispondano solo ad esigenze di marketing, essendo sprovvisti di indicatori quantitativi dotati di verificabilità significativa.

2 comments Settembre 25, 2008

Tavola rotonda CSEAR puntata 1

Appena tornato dalla tavola rotonda presso la Facoltà di Economia di Rimini , proverò a descrivere nei prossimi giorni le mie impressioni e i temi che mi hanno maggiormente toccato.

La tavola, coordinata ottimamente dalla dott. Maria-Gabriella Baldarelli, è giunta al termine dei 3 giorni di conferenze organizzati da CSEAR.

L’incontro di ieri era incentrato fondamentalmente sull’analisi di alcuni casi concreti di responsabilità sociale d’impresa, principalmente nel settore profit.

Tra le questioni emerse:

- il senso del bilancio sociale

- la necessità di garantire una diffusione culturale della CSR

- il valore del partenariato per lo sviluppo di progetti responsabili

Add comment Settembre 20, 2008

Conferenza CSEAR

E’ disponibile sul sito della Facoltà di economia di Rimini il programma della Conferenza CSEAR, Conference on research into social, ethical and environmental accounting (17-19 settembre), e della tavola rotonda del 19 (alla quale paerteciperò).

Spulciando un pò in rete ho trovato i file audio di un’altra conferenza, sempre tenuta a Rimini, l’anno scorso.

Add comment Settembre 16, 2008

Responsabilità sociale o…azione dovuta?

Riflettendo sull’impatto delle pratiche responsabili sulla motivazione del personale, mi è tornata in mente una vicenda che un anno fa ebbe una risonanza mediatica significativa. Mi riferisco all’iniziativa di Enzo Rossi, imprenditore marchigiano che aumentò gli stipendi dei suoi dipendenti dopo aver sperimentato come si vive un mese con 1000 euro.  L’impresa si chiama Lacampofilone ed opera nel settore alimentare.

In questa intervista Rossi illustra le motivazioni della sua scelta. L’aspetto che mi ha più interessato è la natura parzialmente egoistica (parole sue) dell’intera operazione. Rossi non ha timore a mettere in evidenza come lavoratori motivati e “felici” siano più produttivi, e come ciò rappresenti un beneficio per la proprietà.

Rossi è anche un ottimo comunicatore: l’intera vicenda ha garantito molta visibilità alla sua impresa. Anche se non condivido al 100% la strategia comunicativa, forse poco sobria, ne apprezzo i risultati finali.

Rimangono delle perplessità rispetto al sistema Italia: in che paese viviamo se un aumento al personale crea tanto scalpore?

Add comment Settembre 16, 2008

Rendicontazione sociale e commitment organizzativo

Il commitment organizzativo è un attegiamento dei lavoratori nei confronti della loro impresa, nello specifico nei suoi valori di riferimento. Vi è commitment organizzativo quando il personale si identifica nei valori dell’azienda. Questo tema è legato a vari aspetti della vita aziendale: alla motivazione all’apprendimento, al miglioramento del clima, all’efficienza dei processi.

Molti ritengono che sia principalmente compito del management incentivare tale condizione diffusa. Nella mia esperienza di consulente per la redazione del bilancio sociale nel non profit ho spesso riscontrato legami tra commitment e processi di accountability ben strutturati. A causa di situazioni a volte contradditorie, inoltre, ho avuto modo di analizzare il fenomeno da due prospettive diverse.

Quando il bilancio sociale è redatto coinvolgendo attivamente gli stakeholder interni ed esterni, e l’intero processo è supportato da un intelligente ruolo del management in fase di coordinamento e motivazione, è quasi sempre possibile notare un tangibile miglioramento del commitment organizzativo (per quanto sia difficile misurare il fenomeno). Al contrario, bilanci sociali imposti dall’alto, pensati e scritti senza alcun coinvolgimento del personale, sono vissuti all’interno con indifferenza (a volte con fastidio) e non hanno nessun impatto sul commitment.

Add comment Settembre 14, 2008

Esperienza dolce e amara

Pochi giorni fa ho trovato tra le mie carte la cartolina dell’agriturismo Laga Nord di Umito, provincia di Ascoli Piceno. Posto meraviglioso, da dove partono dei sentieri per i Monti della Laga. Ricordo ancora quella giornata: 5 ore di camminata e una meritata mangiata (tra l’altro a prezzi ragionevoli).

Dopo pranzo, complice anche il buon vino, mi fermai a lungo a parlare con il proprietario. Un montanaro testardo e un pò schivo ma al tempo stesso con le idee chiare e aperte. Mi parlò dei suoi progetti, del lavoro gratuito che svolgeva autonomamente (pulizia sentieri), delle mille iniziative che aveva in mente e che non riusciva a realizzare.

Dopo un pò è venuto a galla il nucleo del problema: i rapporti con gli altri soggetti (istituzionali, sociali, imprenditoriali) presenti nel territorio. C’erano antipatie, rivalità, incomprensioni. Mancava, in definitiva, un livello accettabile di fiducia. Cosa causava questo? Una scarsa visibilità delle imprese. Piccole entità, come l’agriturismo in questione, che non hanno i mezzi per emergere e che al tempo stesso non possono o non vogliono “fare sistema”.

L’agriturismo Laga Nord può essere considerato responsabile in senso stretto, proprio seguendo la definizione del Libro Verde della Comunità Europea: integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ambientali delle organizzazioni nelle loro strategie e nei loro rapporti con le parti interessate. Nel caso di cui parlo le preoccupazioni sono: accessibilità dei sentieri ed educazione (l’Agriturismo ha anche promosso progetti nello stile Fattoria Didattica per bambini portatori di handicap). Il tutto senza un riconoscimento pubblico o collaborazioni con altri soggetti.

Reputo il caso interessante. Che valenze avrebbe per un’impresa come questa (inserita in un contesto del genere) la redazione del bilancio sociale?

Ne individuo due in generale:

1) valenza di marketing strategico Il bilancio sociale può essere un’occasione per verificare la posizione, in termini di immagine, che l’impresa ha nel mercato e nei confronti dei singoli stakeholders.

2) valenza di marketing operativo: la gestione della responsabilità sociale comporta un rafforzamento dell’immagine aziendale: i risultati ottenuti si prestano ad essere messi in vetrina e a essere opportunamente venduti.

Ritengo, e mi riferisco specialmente alla seconda valenza, che non si debba essere tacciati di cinismo o opportunismo nel valorizzare il valore comunicativo di un buon bilancio sociale. A patto che, le azioni etiche siano effettivamente considerate per il loto valore intrinseco e non solo come mero strumento commerciale. Tutto sta nelle mani di chi progetta il documento: poco etico è calcare la mano, enfatizzare i risultati, essere poco oggettivi.

Add comment Settembre 12, 2008

Primo post

Ciao Mondo

Eccomi nella rete…un blog sul bilancio sociale, sulla CSR, sulla sostenibilità, con uno sguardo curioso alle nuove tecnologie, a come il web possa influire sulle dinamiche delle imprese, profit e non profit.

Lavoro nel non profit e, di conseguenza, sono naturalmente portato a rivolgermi agli interlocutori che gravitano intorno alle imprese sociali, le cooperative sociali, le onlus e via discorrendo. Ma allo stesso tempo mi auguro di mantenere un punto di vista il più possibile aperto.  Ciò soprattutto a causa alle innovazioni che caratterizzano il “mio” mondo. Mi riferisco, solo per citare 2 esempi, alla nuova legge sulle imprese sociali (che concilia efficienza con orientamento alla mission), e alle nuove teorie del management del non profit (con sempre maggiori influenze dal settore profit).

Per quanto riguarda le motivazioni che mi spingono a scrivere…In primo luogo c’è la voglia di condividere conoscenza, conoscere professionisti del settore, ampliare il mio punto di vista.

Add comment Settembre 11, 2008


PERCHE’ QUESTO BLOG?

Ho creato questo Blog per comunicare tematiche che riguardano la responsabilità sociale e il bilancio sociale. Sono convinto che la CSR sia una filosofia d'azione potenzialmente in grado di migliorare i rapporti tra organizzazioni e territorio verso uno sviluppo sostenibile e l'attenuazione degli squilibri economici. Sono anche consapevole che la CSR debba essere considerata un mezzo perfettibile, in continua evoluzione. Mi auguro che il web e la comunicazione con gruppi e persone faciliti lo scambio di esperienze e la diffusione di metotodologie d'azione responsabili.

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