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Esperienza dolce e amara
Pochi giorni fa ho trovato tra le mie carte la cartolina dell’agriturismo Laga Nord di Umito, provincia di Ascoli Piceno. Posto meraviglioso, da dove partono dei sentieri per i Monti della Laga. Ricordo ancora quella giornata: 5 ore di camminata e una meritata mangiata (tra l’altro a prezzi ragionevoli).
Dopo pranzo, complice anche il buon vino, mi fermai a lungo a parlare con il proprietario. Un montanaro testardo e un pò schivo ma al tempo stesso con le idee chiare e aperte. Mi parlò dei suoi progetti, del lavoro gratuito che svolgeva autonomamente (pulizia sentieri), delle mille iniziative che aveva in mente e che non riusciva a realizzare.
Dopo un pò è venuto a galla il nucleo del problema: i rapporti con gli altri soggetti (istituzionali, sociali, imprenditoriali) presenti nel territorio. C’erano antipatie, rivalità, incomprensioni. Mancava, in definitiva, un livello accettabile di fiducia. Cosa causava questo? Una scarsa visibilità delle imprese. Piccole entità, come l’agriturismo in questione, che non hanno i mezzi per emergere e che al tempo stesso non possono o non vogliono “fare sistema”.
L’agriturismo Laga Nord può essere considerato responsabile in senso stretto, proprio seguendo la definizione del Libro Verde della Comunità Europea: integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ambientali delle organizzazioni nelle loro strategie e nei loro rapporti con le parti interessate. Nel caso di cui parlo le preoccupazioni sono: accessibilità dei sentieri ed educazione (l’Agriturismo ha anche promosso progetti nello stile Fattoria Didattica per bambini portatori di handicap). Il tutto senza un riconoscimento pubblico o collaborazioni con altri soggetti.
Reputo il caso interessante. Che valenze avrebbe per un’impresa come questa (inserita in un contesto del genere) la redazione del bilancio sociale?
Ne individuo due in generale:
1) valenza di marketing strategico Il bilancio sociale può essere un’occasione per verificare la posizione, in termini di immagine, che l’impresa ha nel mercato e nei confronti dei singoli stakeholders.
2) valenza di marketing operativo: la gestione della responsabilità sociale comporta un rafforzamento dell’immagine aziendale: i risultati ottenuti si prestano ad essere messi in vetrina e a essere opportunamente venduti.
Ritengo, e mi riferisco specialmente alla seconda valenza, che non si debba essere tacciati di cinismo o opportunismo nel valorizzare il valore comunicativo di un buon bilancio sociale. A patto che, le azioni etiche siano effettivamente considerate per il loto valore intrinseco e non solo come mero strumento commerciale. Tutto sta nelle mani di chi progetta il documento: poco etico è calcare la mano, enfatizzare i risultati, essere poco oggettivi.
Add comment Settembre 12, 2008