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Presentazione Bilancio di Missione Fomal

Torno a scrivere dopo svariati mesi per segnalare la presentazione del Bilancio di Missione di Fomal, Fondazione Opera Madonna del Lavoro. Fomal è un ente che lavora ormai da molti anni nel territorio bolognese ed è attivo sia nel campo della formazione che nei servizi alla persona. Come nel caso della cooperativa Fanin, si tratta di un lavoro che ho curato personalmente come collaboratore del consorzio Cides.
Allego l’invito alla presentazione, che si terrà venerdì 2 ottobre, e riporto di seguito alcuni stralci dall’introduzione metodologica
Con il Bilancio di Missione 2008 avviamo un percorso di rendicontazione che ci proponiamo di rafforzare e
migliorare di anno in anno. Questa prima edizione ha dei caratteri sperimentali dato il forte impegno che è stato
riservato alla fase di progettazione.
Per la redazione del documento ci siamo avvalsi della collaborazione di un ente specializzato, il CIDES di
Bologna. La struttura del bilancio si ispira ai principali standard diffusi tra le imprese e le fondazioni, in primo luogo
il modello GBS (Gruppo di studio sul Bilancio di Missione), ed è stata adattata alle peculiarità proprie di FOMAL.
Il processo di rendicontazione si è sviluppato in 5 fasi fondamentali
1. creazione gruppo tecnico composto da personale esterno e consulenti
2. progettazione
3. raccolta dati
4. redazione
5. valutazione
L’approccio di fondo che abbiamo seguito nel corso del processo è stato caratterizzato:
• Dall’integrazione degli strumenti di rendicontazione nei normali processi di gestione e di controllo
aziendale. Questa scelta è dettata dalla nostra volontà di considerare la responsabilità sociale un elemento
fondante dei processi aziendali, e il Bilancio di Missione non solo come un mezzo di comunicazione, ma
anche uno strumento gestionale interno.
• Dal coinvolgimento di alcuni portatori di interesse. Attuato a più livelli: mediante la pubblicazione di
testimonianze signifi cative da parte di personalità istituzionali e la partecipazione del personale nella
fase di progettazione e raccolta dati. Il personale, inoltre, è stato coinvolto in un processo di rilevazione
della soddisfazione rispetto all’ambiente di lavoro: i risultati dell’indagine sono proposti nella relazione
sociale.
Con il presente documento ci proponiamo di raggiungere i seguenti obiettivi:
• Fornire informazioni utili sulla qualità aziendale, per permettere a tutti gli stakeholder di valutare in
maniera completa l’operato dell’Ente.
• Verifi care la coerenza tra mission aziendale e attività svolta.
• Mostrare come la Fondazione ha prodotto e distribuito valore economico.
• Creare un documento periodico di valutazione etico-sociale che contribuisca a monitorare e migliorare le
performance del’Ente.
Add comment Settembre 23, 2009
Presentazione del Bilancio di Missione della Cooperativa Fanin
Il 23 maggio, a S. Giovanni in Persiceto (Bo) verrà presentato il Bilancio di Missione della Cooperativa Sociale Fanin. Ho lavorato direttamente, come collaboratore del Consorzio CIDES, alla stesura del documento.
Allego il documento di presentazione dell’evento e propongo di seguito l’introduzione metodologica tratta dal Bilancio
Il processo di rendicontazione sociale avviato con la pubblicazione del Bilancio di Missione della nostra Cooperativa ha due finalità di fondo: la valutazione del nostro operato e la comunicazione delle nostre attività secondo criteri di completezza e trasparenza informativa.
La struttura del documento fa riferimento agli standard studiati dal GBS (Gruppo di Studio sul Bilancio Sociale) che individua i seguenti obiettivi degli strumenti di rendicontazione sociale:
- Fornire a tutti gli stakeholders un quadro complessivo delle performance dell’impresa, aprendo un processo di comunicazione sociale che li coinvolga direttamente.
- Fornire informazioni utili sulla qualità delle attività svolte, in modo da offrire agli stakeholders il maggior numero di conoscenze – anche sotto il profilo etico/sociale -, e che aumenti pertanto le possibilità di valutazione e di scelta.
Il processo di rendicontazione è stato gestito da un gruppo di lavoro misto, interno ed esterno, coordinato dal presidente della Cooperativa, nell’ambito di un processo di raccolta dati che ha coinvolto il personale interno.
Per garantire maggiore veridicità e trasparenza alle informazioni presentate, nel corso dell’anno sono stati avviati dei percorsi di coinvolgimento di testimoni significativi interni (i soci lavoratori) ed esterni (responsabili di servizi pubblici), mediante questionari strutturati e semi strutturati.
Coscienti dei tratti sperimentali del progetto, prenderemo spunto dalle opinioni dei lettori per organizzare opportune correzioni e innovazioni da implementare nella prossima esperienza di rendicontazione. Strumento di raccolta del feedback è il questionario di gradimento posto al termine del documento.
Guida alla lettura
Il documento, oltre alla parte introduttiva, è strutturato nelle tre sezioni classiche del Bilancio Sociale: vale a dire IDENTITA’, RISULTATI ECONOMICI, RELAZIONE SOCIALE.
Nell’ IDENTITÀ presentiamo la Cooperativa secondo molteplici punti di vista: comunicheremo i nostri valori, la missione, le attività e le caratteristiche fondamentali dell’organizzazione.
Nella sezione dei RISULTATI ECONOMICI illustreremo il quadro delle performance economiche realizzate.
Nell’ultima parte, la RELAZIONE SOCIALE, andremo ad analizzare i risultati sociali conseguiti.
Quest’ultima sezione, la più corposa e importante del documento, è strutturata secondo le linee guida del GBS, in quanto prende in rassegna i risultati della Cooperativa facendo riferimento all’impatto nei confronti degli stakeholders più importanti: gli utenti dei servizi.
L’esplicitazione dei risultati è preceduta dalla mappa dei portatori di interesse, nella quale si illustrano le relazioni di rete, e seguita dagli obiettivi futuri, con esplicitazione delle strategie operative che la Cooperativa Fanin intende attuare nei prossimi anni.
Add comment Maggio 5, 2009
Convegno di Impronta Etica: i circoli virtuosi della responsabilità sociale
Ho assistito ieri al convegno organizzato da Impronta Etica a Bologna dal titolo “La responsabilità sociale: un’opportunità per superare la crisi pensando al futuro”. Il convegno, pensato con una sessione plenaria, la mattina, e dei seminari tematici nel pomeriggio, ha riscosso un notevole successo di pubblico ed è stata anche l’occasione, per i soci di Impronta Etica, di presentare alcune iniziative di responsabilità, tra cui i bilanci sociali.
L’associazione (senza scopo di lucro) si è costituita nel 2001 con la finalità di favorire lo sviluppo sostenibile, creando un network tra imprese e organizzazione che intendono l’impegno sociale come parte essenziale della propria missione e si attivano in pratiche di responsabilità sociale. Riunisce 24 aziende di piccole e grandi dimensioni.
Il convegno di ieri aveva, tra l’altro, la finalità di sottoporre al pubblico una sorta di programma di azione in tema di responsabilità sociale, una proposta che ha alla base un’idea di rsi incentrata sullo sviluppo territoriale e quindi non legata solo ai confini dell’azienda. In questo caso riscontro delle positive similitudini con la missio e vision di un’altra associazione, Figli del Mondo, di cui ho già avuto modo di parlare.
La tavola rotonda della mattinata, coordinata da Luca de Biase (giornalista, blogger) è stata animata dagli interventi di Giuliano Polletti (segretario confederale CGIL), Alberto Vacchi (presidente amministratore delegato IMA), Ernesto Olivero, Sermeg – Servizio missionario giovani.
In un prossimo post mi soffermerò sull’intervento che a mio avviso ha toccato maggiormente le tematiche fondamentali del convegno: responsabilità sociale e crisi attuale. Mi riferisco alle parole del prof. Luigi sacco, Ordinario di Economia della Cultura, Università IUAV di Venezia.
Add comment Febbraio 7, 2009
Bilancio sociale delle ASP, il caso della ASP Giovanni XXIII
Con la legge regionale 2 del 2003 in Emilia Romagna si è dato avvio al percorso di ridefinizione del sistema di welfare. La legge ha le seguenti finalità generali: promozione della cittadinanza sociale; definizione e sviluppo del sistema integrato di interventi e servizi.
Elemento importante della legge è la trasformazione delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza (IPAB) in Azienda Pubbliche di Servizi alla Persona (ASP). Una sintesi del processo di trasformazione potete trovarla qui.
Questo processo di trasformazione sta avendo degli impatti significativi negli stili organizzativi e nelle modalità operative delle ex IPAB. Le ASP sono inserite in un sistema i cui attori fondamentali sono Regione, Comuni, Conferenze territoriali e Province. In tale contesto il Bilancio sociale sta cominciando ad assumere un ruolo di vitale importanza. I cambiamenti sono significativi, spesso incomprensibili dai cittadini, e un documento che sia non solo di rendicontazione, ma anche di divulgazione, può essere necessario per fare chiarezza.
Ad oggi, in Emilia Romagna, gli esempi più importanti li troviamo in due ASP, la Giorgio Gasparini di Vignola, e la Giovanni XXIII di Bologna. Rimando, per la ASP Gasparini, al dettagliato commento del bilancio sociale pubblicato in questo blog. Di seguito provo a sintetizzare alcuni aspetti del documento della ASP Giovanni XXIII.
La particolarità che si riscontrerà nei bilanci sociali delle ASP è il riferimento alle direttive istituzionali. Per questi enti lo spazio lasciato alla “creatività” nei processi di rendicontazione è minimo. Ed è anche giusto. Se le imprese si differenziano per innumerevoli motivi, gli enti pubblici rispondono a logiche di governance più strutturate e quindi rendiconteranno le loro azioni in maniera maggiormente standardizzata. I riferimenti governativi si rintracciano nella Direttiva del 17 febbraio 2006, del Dipartimento della funzione pubblica, e nel manuale “Rendere conto ai cittadini“.
Aspetti salienti del documento
- Approfondimento gli aspetti relativi alla governance. E’ il primo anno di bilancio sociale coma ASP, per questo l’ente ha voluto descrivere il sistema integrato in cui è inserito
- Integrazione con gli strumenti organizzativi interni. Mi riferisco in primo luogo ai Piani programmatici, alle linee strategiche per il triennio, ai documenti di budget.
- Riferimento alla contabilità analitica. Ciò consente all’ente di rilevare i dati economici di dettaglio per tipologia di attività e per singolo centro di riporto
1 comment Novembre 30, 2008
Il Rapporto di Missione dell’associazione Figli del Mondo (seconda parte)
Prima di passare in rassegna in maniera sintetica alcune caratteristiche del Bilancio faccio dei brevi cenni sulla metodologia utilizzata.
Figli del Mondo redige da svariati anni il Bilancio di Missione apportando di volta in volta modifiche e migliorie. In particolare, dalla prima pubblicazione, il documento ha assunto sempre più le sembianze classiche di Bilancio di Missione: passando da una rendicontazione maggiormente quantitativa, con esposizione dettagliata entrate/uscite, a rendicontazione quali/quantitativa, con una maggiore attenzione ad indicatori di outcome. L’ultimo documento, come si può leggere nella parte introduttivo, è stato realizzato senza seguire un modello precostituito, ponendo in primo luogo l’obiettivo sulle caratteristiche intrinseche dell’ente.
Il documento è strutturato in 3 sezioni fondamentali che affrontano in maniera diffusa tutte le tematiche chiave della vita dell’associazione: identità, risultati sociali, dimensione economica.
Come elemento in grado di qualificare per facilità di lettura, coerenza ed efficacia comunicativa il bilancio di missione segnalo le tabelle di pagina 14 e seguenti (il documento lo trovate qui).
La tabella prende in esame:
- elementi della mission
- portatori di interesse
- obiettivi
- realizzazione degli obiettivi
E’ molto indicativa in quanto, a partire da questo schema tutto il documento si sviluppa di conseguenza, con l’analisi approfondita delle metodologie di attuazione e delle performance. Si tratta di una delle strade percorribili da chi voglia rendicontare socialmente le proprie attività. Il percorso è il seguente: definizione della mission, scomposizione della mission, identificazione di obiettivi concreti dalla mission, selezione di portatori di interessi privilegiati, costruzione di indicatori ad hoc.
Add comment Novembre 19, 2008
Il Rapporto di missione dell’associazione Figli del Mondo (prima parte)
Figli del mondo è un’associazione di promozione sociale nata nel 2002 ed operante nella provincia di Rimini. Rappresenta una realtà a mio avviso fortemente innovativa, sia dal punto di vista delle origini, della missione e del modo in cui opera.
Cercherò di riassumere di seguito alcune informaizoni sull’associazione mediante l’analisi del Rapporto di Missione
Figli del mondo nasce da un’iniziativa di imprenditori e dirigenti d’azienda operanti nel territorio di Rimini portatori di interessi comuni rivolti allo sviluppo di iniziative di impatto sociale rispetto alla comunità.
La mission è enunciata così: promozione della responsabilità Sociale di Impresa (RSI) a livello territoriale mediante azioni culturali (convegni, seminari), la diffusione di informazioni e primo supporto, la messa a sistema delle iniziative meritevoli, l’attivazione di relazioni sistemiche tra profit e non profit.
Nel panorama italiano iniziative del genere stanno nascendo solo ultimamente ed hanno il merito di garantire visibilità e sistematicità ad azioni che, se lasciate isolate ed estemporanee, rischierebbero di cadere nel vuoto. L’innovazione proposta da Figli del mondo assume un valore consistente se solo si pensa ad alcune questioni aperte che interessano le imprese:
- a volte le imprese compiono azioni responsabili “inconsapevolmente”, ad esempio mediante la beneficenza, o collaborando con associazioni di volontariato, senza tuttavia valorizzare le loro azioni
- ci sono casi in cui le imprese compiono atti responsabili ma non li comunicano
- situazioni in cui più imprese agiscono responsabilmente ma in maniera isolata, al di fuori di un contesto di sistematicità
- resistenze ad effettuare donazioni dovute alla mancanza di trasparenza, reciprocità
Questa associazione risponde in maniera efficace a tali domande stabilendo importanti relazioni con il territorio (università, organizzazioni di rappresentanza, enti pubblici, imprese) facendo della RSI più che un’azione virtuosa, un sistema che si autorafforza mediante lo scambio di pratiche e di competenze.
Operando mediante un fondo solidarietà, quindi direttamente, o promuovendo azioni dirette da parte delle imprese partner, Figli del mondo appoggia progetti nel territorio e all’estero
Add comment Novembre 9, 2008
Responsabilità sociale della cooperativa Koinè
Segnalo l’iniziativa della Cooperativa sociale Koinè che nel 2007 ha inserito su YouTube parte delle presentazione del suo bilancio sociale. Il video è molto breve e di qualità non eccelsa, ma ha il merito di essere una delle prime iniziative del genere attuate da una cooperativa sociale.
Add comment Ottobre 17, 2008
Impresa sociale e linee guida per il bilancio sociale
Il 24 gennaio 2008 sono stati emanati, dal Ministero della Solidarietà Sociale, i decreti attuativi per la disciplina sull’impresa sociale. I decreti sanano alcune lacune lasciate aperte dal D.Lgs. 24 marzo 2006, n.155.
Tra le tematiche affrontate dai decreti attuativi vi la questione del bilancio sociale, obbligatorio per questo tipo di imprese. Ricordiamo che in Italia l’unico istituto per cui sussisteva l’obbligatorietà erano le fondazioni di origine bancaria.
I decreti affrontano sia tematiche relative ai processi che sui contenuti della rendicontazione sociale (concentrandosi tuttavia molto più sui processi, fonrendo linee guida)
Per quanto riguarda i processi si fa riferimento:
- alla periodicità
- al’attività di coinvolgimento dei portatori di interesse
- all’approvazione e registrazione del bilancio sociale
- alla sua pubblicità
Sul versante dei contenuti il documento viene suddiviso in 5 sezioni fondamentali:
a) informazioni generali sull’ente e sugli amministratori
b) struttura, governo e amministrazione dell’ente
c) obiettivi e attività
d) esame situazione finanziaria
e) altre informazioni opzionali
Per un commento dettagliato segnalo il parere dei revisori etici.
Mi limito ad alcune riflessioni di massima.
La prima riguarda alle finalità essenziali dello strumento. Seguendo le indicazione del decreto del 2006 il bilancio sociale ha l’obiettivo di rappresentare l’osservanza delle finalità sociali dell’impresa sociali (art.10, comma2). Si presenta quindi più come un bilancio di missione, che un bilancio sociale. Tale tendenza è provata dai due stakeholder di riferimento a cui rendere conto, beneficiari e personale. Dei veri e propri portatori di interesse di missione…
Altra riflessione riguarda una complessità, o ambiguità, inserita dai decrei attuativi. All’impresa sociale si chiede non solo di comunicare e rendere conto del proprio operato, ma anche di esprimere un giudizio sui propri risultati. Si entra quindi nel campo della VALUTAZIONE, con tutto l’armamentario di indicatori qualitativi e quantitativi tarati per specifiche realtà aziendali. Si fa inoltre riferimento allo scostamento con gli obiettivi sociali programmati, ciò presuppone la redazione di un budget sociale. Insomma, la complessità di ciò che si richiede, in termini di valutazione e non solo di accountability, connessa alla mancanza di indicazioni dettagliate, fa pensare che queste indicazioni verrano, nella prassi, in larga parte disattese.
Add comment Ottobre 1, 2008
Tavola Rotonda CSEAR puntata 2
Uno degli interventi più interessanti della tavola rotonda è stato quello dell’ordine dei commercialisti di Rimini.
L’attenzione del relatore è andata al valenza della CSR intesa come sistema organizzativo in grado di creare valore per l’azienda: un vero e proprio modello per incrementare l’efficienza senza intaccare i profitti.
In particolare il bilancio sociale viene considerato uno strumento di controllo, in grado di aumentare la consapevolezza del management rispetto alle voci di costo e ai rendimenti degli investimenti (anche rispetto ai ritorni in termini di immagine).
Volgendo un occhio dalla teoria alla pratica, si è visto come molti bilanci sociali rispondano solo ad esigenze di marketing, essendo sprovvisti di indicatori quantitativi dotati di verificabilità significativa.
2 comments Settembre 25, 2008
Rendicontazione sociale e commitment organizzativo
Il commitment organizzativo è un attegiamento dei lavoratori nei confronti della loro impresa, nello specifico nei suoi valori di riferimento. Vi è commitment organizzativo quando il personale si identifica nei valori dell’azienda. Questo tema è legato a vari aspetti della vita aziendale: alla motivazione all’apprendimento, al miglioramento del clima, all’efficienza dei processi.
Molti ritengono che sia principalmente compito del management incentivare tale condizione diffusa. Nella mia esperienza di consulente per la redazione del bilancio sociale nel non profit ho spesso riscontrato legami tra commitment e processi di accountability ben strutturati. A causa di situazioni a volte contradditorie, inoltre, ho avuto modo di analizzare il fenomeno da due prospettive diverse.
Quando il bilancio sociale è redatto coinvolgendo attivamente gli stakeholder interni ed esterni, e l’intero processo è supportato da un intelligente ruolo del management in fase di coordinamento e motivazione, è quasi sempre possibile notare un tangibile miglioramento del commitment organizzativo (per quanto sia difficile misurare il fenomeno). Al contrario, bilanci sociali imposti dall’alto, pensati e scritti senza alcun coinvolgimento del personale, sono vissuti all’interno con indifferenza (a volte con fastidio) e non hanno nessun impatto sul commitment.
Add comment Settembre 14, 2008



