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CSR integrata e WEB 2.0
In un post recente ho segnalato un interessante documento sulla csr 2.0. Ora, su beeware ( spazio di condivisione e riflessione sulle buone prassi relative all’innovazione nel campo della csr) il file è disponibile anche in italiano.
Il documento, pubblicato da Mikkel H. Sørensen & Nicolai Peitersen, presenta la csr 2.0 come l’incontro tra 2 concetti: la csr, intesa in senso integrato e pragmatico, e il web 2.0 (assieme alle nuove tendenze del marketing figlie del Cluetrain Manifesto ).
A mio avviso il paper ha, nelle argomentazioni presentate e nel tono della trattazione, aspetti positivi e altri discutibili.
Sicuramente è un dato positivo il fatto che la csr viene finalmente riconosciuta come tendenza acquisita e non solo come insieme di buoni propositi: una linea di azione che le imprese al giorno d’oggi sono chiamate a mettere in campo non solo per essere “etiche”, ma anche e soprattutto per essere competitive. Altro aspetto condivisibile è il rulo che viene disegnato per i dipendenti: “nuovi strumenti web rendono più facile e più economico coinvolgere tutti i dipendenti nello sviluppo dei valori, nella condivisione di punti di vista, [...] . Le parole chiave per il coinvolgimento all’interno della csr 2.0 sono co-creazione e co proprietà.
Ciò che non convince e, a mio avviso, “suona male”, è il tono e l’approccio utilizzato per esporre alcune argomentazioni. Ho rilevato una prospettiva troppo orientata all’impresa e al marketing.
Cito ad esempio: ” abbiate a cuopre il fatto che i vostri stakeholder si preoccupino di voi e dategli la possibilità di esprimersi ogni volta che hanno un contributo da dare. sarete sorpresi di vedere quanto volentieri vi aiuteranno”
Oppure, come a p. 5, si usi un tono quasi entusiasta nel rilevare la perdita di centralità dell’azione delle ONG, in una società dove ormai è solo il consumatore colui che conta e può far sentire la propria voce. Solo, senza intermediari.
Più avanti, a pagina 6, “standard soffocanti spunti politicamente, codici di condotta e statuti sono fuori dai ritmi di oggi”, e poi “Con la possibilità per chiunque di comunicare con tutti e di organizzarsi in poco più di un istante, una volta determinate le questioni etiche e generali, le ong e le autorità saranno sostituite da una pluralità di singoli temi”
Ecco…non vorrei che la fine dell’ideologia della csr (fatto che reputo positivo) si trasformi in un eccesso di pragmatismo, in un agire frammentario in cui l’unica dimensione a contare è quella del rapporto consumatore-impresa, slegata da qualsiasi prospettiva di ampio respiro, standard e possibilità di valutazione.
Add comment Ottobre 1, 2009
Presentazione del Bilancio di Missione della Cooperativa Fanin
Il 23 maggio, a S. Giovanni in Persiceto (Bo) verrà presentato il Bilancio di Missione della Cooperativa Sociale Fanin. Ho lavorato direttamente, come collaboratore del Consorzio CIDES, alla stesura del documento.
Allego il documento di presentazione dell’evento e propongo di seguito l’introduzione metodologica tratta dal Bilancio
Il processo di rendicontazione sociale avviato con la pubblicazione del Bilancio di Missione della nostra Cooperativa ha due finalità di fondo: la valutazione del nostro operato e la comunicazione delle nostre attività secondo criteri di completezza e trasparenza informativa.
La struttura del documento fa riferimento agli standard studiati dal GBS (Gruppo di Studio sul Bilancio Sociale) che individua i seguenti obiettivi degli strumenti di rendicontazione sociale:
- Fornire a tutti gli stakeholders un quadro complessivo delle performance dell’impresa, aprendo un processo di comunicazione sociale che li coinvolga direttamente.
- Fornire informazioni utili sulla qualità delle attività svolte, in modo da offrire agli stakeholders il maggior numero di conoscenze – anche sotto il profilo etico/sociale -, e che aumenti pertanto le possibilità di valutazione e di scelta.
Il processo di rendicontazione è stato gestito da un gruppo di lavoro misto, interno ed esterno, coordinato dal presidente della Cooperativa, nell’ambito di un processo di raccolta dati che ha coinvolto il personale interno.
Per garantire maggiore veridicità e trasparenza alle informazioni presentate, nel corso dell’anno sono stati avviati dei percorsi di coinvolgimento di testimoni significativi interni (i soci lavoratori) ed esterni (responsabili di servizi pubblici), mediante questionari strutturati e semi strutturati.
Coscienti dei tratti sperimentali del progetto, prenderemo spunto dalle opinioni dei lettori per organizzare opportune correzioni e innovazioni da implementare nella prossima esperienza di rendicontazione. Strumento di raccolta del feedback è il questionario di gradimento posto al termine del documento.
Guida alla lettura
Il documento, oltre alla parte introduttiva, è strutturato nelle tre sezioni classiche del Bilancio Sociale: vale a dire IDENTITA’, RISULTATI ECONOMICI, RELAZIONE SOCIALE.
Nell’ IDENTITÀ presentiamo la Cooperativa secondo molteplici punti di vista: comunicheremo i nostri valori, la missione, le attività e le caratteristiche fondamentali dell’organizzazione.
Nella sezione dei RISULTATI ECONOMICI illustreremo il quadro delle performance economiche realizzate.
Nell’ultima parte, la RELAZIONE SOCIALE, andremo ad analizzare i risultati sociali conseguiti.
Quest’ultima sezione, la più corposa e importante del documento, è strutturata secondo le linee guida del GBS, in quanto prende in rassegna i risultati della Cooperativa facendo riferimento all’impatto nei confronti degli stakeholders più importanti: gli utenti dei servizi.
L’esplicitazione dei risultati è preceduta dalla mappa dei portatori di interesse, nella quale si illustrano le relazioni di rete, e seguita dagli obiettivi futuri, con esplicitazione delle strategie operative che la Cooperativa Fanin intende attuare nei prossimi anni.
Add comment Maggio 5, 2009
CSR 2.0
Segnalo due interventi interessanti che riguardano direttamente o indirettamente una delle tematiche più innovative della responsabilità sociale d’impresa: il rapporto tra web 2.0 e responsabilità sociale.
1 working paper su CSR 2.0
2 articolo tratto dal blog http://www.socialenterprise.it che fa riderimento ad un’esperienza molto interessante portata avanti da Lago
Nel secondo articolo, sebbene non esistano riferimenti diretti al tema della CSR, l’analisi dei benefici aziendali legati all’implementazione di nuove piattaforme intranet nell’impresa in termini di partecipazione del personale, può aprire il campo ad interessanti spunti di riflessione
1 comment Aprile 18, 2009
Convegno di Impronta Etica: i circoli virtuosi della responsabilità sociale
Ho assistito ieri al convegno organizzato da Impronta Etica a Bologna dal titolo “La responsabilità sociale: un’opportunità per superare la crisi pensando al futuro”. Il convegno, pensato con una sessione plenaria, la mattina, e dei seminari tematici nel pomeriggio, ha riscosso un notevole successo di pubblico ed è stata anche l’occasione, per i soci di Impronta Etica, di presentare alcune iniziative di responsabilità, tra cui i bilanci sociali.
L’associazione (senza scopo di lucro) si è costituita nel 2001 con la finalità di favorire lo sviluppo sostenibile, creando un network tra imprese e organizzazione che intendono l’impegno sociale come parte essenziale della propria missione e si attivano in pratiche di responsabilità sociale. Riunisce 24 aziende di piccole e grandi dimensioni.
Il convegno di ieri aveva, tra l’altro, la finalità di sottoporre al pubblico una sorta di programma di azione in tema di responsabilità sociale, una proposta che ha alla base un’idea di rsi incentrata sullo sviluppo territoriale e quindi non legata solo ai confini dell’azienda. In questo caso riscontro delle positive similitudini con la missio e vision di un’altra associazione, Figli del Mondo, di cui ho già avuto modo di parlare.
La tavola rotonda della mattinata, coordinata da Luca de Biase (giornalista, blogger) è stata animata dagli interventi di Giuliano Polletti (segretario confederale CGIL), Alberto Vacchi (presidente amministratore delegato IMA), Ernesto Olivero, Sermeg – Servizio missionario giovani.
In un prossimo post mi soffermerò sull’intervento che a mio avviso ha toccato maggiormente le tematiche fondamentali del convegno: responsabilità sociale e crisi attuale. Mi riferisco alle parole del prof. Luigi sacco, Ordinario di Economia della Cultura, Università IUAV di Venezia.
Add comment Febbraio 7, 2009
Bilancio sociale delle ASP, il caso della ASP Giovanni XXIII
Con la legge regionale 2 del 2003 in Emilia Romagna si è dato avvio al percorso di ridefinizione del sistema di welfare. La legge ha le seguenti finalità generali: promozione della cittadinanza sociale; definizione e sviluppo del sistema integrato di interventi e servizi.
Elemento importante della legge è la trasformazione delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza (IPAB) in Azienda Pubbliche di Servizi alla Persona (ASP). Una sintesi del processo di trasformazione potete trovarla qui.
Questo processo di trasformazione sta avendo degli impatti significativi negli stili organizzativi e nelle modalità operative delle ex IPAB. Le ASP sono inserite in un sistema i cui attori fondamentali sono Regione, Comuni, Conferenze territoriali e Province. In tale contesto il Bilancio sociale sta cominciando ad assumere un ruolo di vitale importanza. I cambiamenti sono significativi, spesso incomprensibili dai cittadini, e un documento che sia non solo di rendicontazione, ma anche di divulgazione, può essere necessario per fare chiarezza.
Ad oggi, in Emilia Romagna, gli esempi più importanti li troviamo in due ASP, la Giorgio Gasparini di Vignola, e la Giovanni XXIII di Bologna. Rimando, per la ASP Gasparini, al dettagliato commento del bilancio sociale pubblicato in questo blog. Di seguito provo a sintetizzare alcuni aspetti del documento della ASP Giovanni XXIII.
La particolarità che si riscontrerà nei bilanci sociali delle ASP è il riferimento alle direttive istituzionali. Per questi enti lo spazio lasciato alla “creatività” nei processi di rendicontazione è minimo. Ed è anche giusto. Se le imprese si differenziano per innumerevoli motivi, gli enti pubblici rispondono a logiche di governance più strutturate e quindi rendiconteranno le loro azioni in maniera maggiormente standardizzata. I riferimenti governativi si rintracciano nella Direttiva del 17 febbraio 2006, del Dipartimento della funzione pubblica, e nel manuale “Rendere conto ai cittadini“.
Aspetti salienti del documento
- Approfondimento gli aspetti relativi alla governance. E’ il primo anno di bilancio sociale coma ASP, per questo l’ente ha voluto descrivere il sistema integrato in cui è inserito
- Integrazione con gli strumenti organizzativi interni. Mi riferisco in primo luogo ai Piani programmatici, alle linee strategiche per il triennio, ai documenti di budget.
- Riferimento alla contabilità analitica. Ciò consente all’ente di rilevare i dati economici di dettaglio per tipologia di attività e per singolo centro di riporto
1 comment Novembre 30, 2008
Il Rapporto di missione dell’associazione Figli del Mondo (prima parte)
Figli del mondo è un’associazione di promozione sociale nata nel 2002 ed operante nella provincia di Rimini. Rappresenta una realtà a mio avviso fortemente innovativa, sia dal punto di vista delle origini, della missione e del modo in cui opera.
Cercherò di riassumere di seguito alcune informaizoni sull’associazione mediante l’analisi del Rapporto di Missione
Figli del mondo nasce da un’iniziativa di imprenditori e dirigenti d’azienda operanti nel territorio di Rimini portatori di interessi comuni rivolti allo sviluppo di iniziative di impatto sociale rispetto alla comunità.
La mission è enunciata così: promozione della responsabilità Sociale di Impresa (RSI) a livello territoriale mediante azioni culturali (convegni, seminari), la diffusione di informazioni e primo supporto, la messa a sistema delle iniziative meritevoli, l’attivazione di relazioni sistemiche tra profit e non profit.
Nel panorama italiano iniziative del genere stanno nascendo solo ultimamente ed hanno il merito di garantire visibilità e sistematicità ad azioni che, se lasciate isolate ed estemporanee, rischierebbero di cadere nel vuoto. L’innovazione proposta da Figli del mondo assume un valore consistente se solo si pensa ad alcune questioni aperte che interessano le imprese:
- a volte le imprese compiono azioni responsabili “inconsapevolmente”, ad esempio mediante la beneficenza, o collaborando con associazioni di volontariato, senza tuttavia valorizzare le loro azioni
- ci sono casi in cui le imprese compiono atti responsabili ma non li comunicano
- situazioni in cui più imprese agiscono responsabilmente ma in maniera isolata, al di fuori di un contesto di sistematicità
- resistenze ad effettuare donazioni dovute alla mancanza di trasparenza, reciprocità
Questa associazione risponde in maniera efficace a tali domande stabilendo importanti relazioni con il territorio (università, organizzazioni di rappresentanza, enti pubblici, imprese) facendo della RSI più che un’azione virtuosa, un sistema che si autorafforza mediante lo scambio di pratiche e di competenze.
Operando mediante un fondo solidarietà, quindi direttamente, o promuovendo azioni dirette da parte delle imprese partner, Figli del mondo appoggia progetti nel territorio e all’estero
Add comment Novembre 9, 2008
“Irresponsabilità” sociale
Scambi di accuse, incomprensioni, polemiche, parole in libertà. In questi giorni stiamo assistendo, mi riferisco allo scontro governo italiano – UE sul clima, ad un duello che si prospetta lungo e difficilmente risolvibile.
Non entro nel merito delle dichiarazioni dei ministri. Mi limito ad evidenziare la miopia di larga parte degli ambienti industriali e politici del nostro paese.
La difesa dell’ambiente è vista come un costo. Si predica il liberismo assoluto ma al tempo stesso si invocano aiuti di Stato. Il tutto in una logica di irresponsabilità. Ci si fa belli con la sostenibilità ambientali e poi, non appena il vento gira (non quello delle pale eoliche…quello dei mercati finanziari) si dimenticano gli impegni presi.
Poco condivisibili le dichiarazioni di Brunetta: difendiamo l’ambiente, ma anche la famiglia. Il clima, ma anche l’impresa. Come se le cose fossero in antitesi tra di loro e impossibili da coniugare tra di loro seguendo le indicazioni del 20 20 20 …
Add comment Ottobre 21, 2008
Tavola Rotonda CSEAR puntata 2
Uno degli interventi più interessanti della tavola rotonda è stato quello dell’ordine dei commercialisti di Rimini.
L’attenzione del relatore è andata al valenza della CSR intesa come sistema organizzativo in grado di creare valore per l’azienda: un vero e proprio modello per incrementare l’efficienza senza intaccare i profitti.
In particolare il bilancio sociale viene considerato uno strumento di controllo, in grado di aumentare la consapevolezza del management rispetto alle voci di costo e ai rendimenti degli investimenti (anche rispetto ai ritorni in termini di immagine).
Volgendo un occhio dalla teoria alla pratica, si è visto come molti bilanci sociali rispondano solo ad esigenze di marketing, essendo sprovvisti di indicatori quantitativi dotati di verificabilità significativa.
2 comments Settembre 25, 2008
Esperienza dolce e amara
Pochi giorni fa ho trovato tra le mie carte la cartolina dell’agriturismo Laga Nord di Umito, provincia di Ascoli Piceno. Posto meraviglioso, da dove partono dei sentieri per i Monti della Laga. Ricordo ancora quella giornata: 5 ore di camminata e una meritata mangiata (tra l’altro a prezzi ragionevoli).
Dopo pranzo, complice anche il buon vino, mi fermai a lungo a parlare con il proprietario. Un montanaro testardo e un pò schivo ma al tempo stesso con le idee chiare e aperte. Mi parlò dei suoi progetti, del lavoro gratuito che svolgeva autonomamente (pulizia sentieri), delle mille iniziative che aveva in mente e che non riusciva a realizzare.
Dopo un pò è venuto a galla il nucleo del problema: i rapporti con gli altri soggetti (istituzionali, sociali, imprenditoriali) presenti nel territorio. C’erano antipatie, rivalità, incomprensioni. Mancava, in definitiva, un livello accettabile di fiducia. Cosa causava questo? Una scarsa visibilità delle imprese. Piccole entità, come l’agriturismo in questione, che non hanno i mezzi per emergere e che al tempo stesso non possono o non vogliono “fare sistema”.
L’agriturismo Laga Nord può essere considerato responsabile in senso stretto, proprio seguendo la definizione del Libro Verde della Comunità Europea: integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ambientali delle organizzazioni nelle loro strategie e nei loro rapporti con le parti interessate. Nel caso di cui parlo le preoccupazioni sono: accessibilità dei sentieri ed educazione (l’Agriturismo ha anche promosso progetti nello stile Fattoria Didattica per bambini portatori di handicap). Il tutto senza un riconoscimento pubblico o collaborazioni con altri soggetti.
Reputo il caso interessante. Che valenze avrebbe per un’impresa come questa (inserita in un contesto del genere) la redazione del bilancio sociale?
Ne individuo due in generale:
1) valenza di marketing strategico Il bilancio sociale può essere un’occasione per verificare la posizione, in termini di immagine, che l’impresa ha nel mercato e nei confronti dei singoli stakeholders.
2) valenza di marketing operativo: la gestione della responsabilità sociale comporta un rafforzamento dell’immagine aziendale: i risultati ottenuti si prestano ad essere messi in vetrina e a essere opportunamente venduti.
Ritengo, e mi riferisco specialmente alla seconda valenza, che non si debba essere tacciati di cinismo o opportunismo nel valorizzare il valore comunicativo di un buon bilancio sociale. A patto che, le azioni etiche siano effettivamente considerate per il loto valore intrinseco e non solo come mero strumento commerciale. Tutto sta nelle mani di chi progetta il documento: poco etico è calcare la mano, enfatizzare i risultati, essere poco oggettivi.
Add comment Settembre 12, 2008





